Storia della Chiesa nel territorio prima dell'istituzione della Diocesi
La storia religiosa si identifica parzialmente con quella di Camerino, dalla cui giurisdizione episcopale dipendevano Fabriano-Matelica fino alla creazione di una propria struttura vescovile unita a Camerino nel 1728, poi autonoma nel 1785, modificata il 19 marzo 1984 e ristrutturata con l'integrazione del territorio di Sassoferrato il 30 settembre 1986, in seguito alla revisione del Concordato del 1929 tra la S.Sede e l'Italia (1984).
L'origine della presenza cristiana a Sassoferrato è incerta; la chiesa di S.Pietro, attuale parrocchiale del "Castello", è segnalata all'inizio del secolo XIV; sarà collegiata nel 1580. La città e il suo contado annoverano alcune comunità religiose. Oltre l'abbazia camaldolese di S.Croce dei Conti ( sec.XII), offrirono la loro testimonianza cenobitica i monasteri benedettini femminili di S.Bartolomeo (1268) e del S.Cuore (1500). Le clarisse sono segnalate fin dall'inizio del secolo XIV; i francescani risiedettero presso la chiesa di S.Francesco dal secolo XIII; i benedettini silvestrini fondarono un monastero dedicato a s.Giovanni Evangelista nel 1268. A Sitria, s.Romualdo († 1027) creò un monastero dedicato a s.Maria, unito a Fonte Avellana nel 1836. Da Sassoferrato provengono alcuni beati. Ugo, protettore della città († 1270 ca.) e Giuseppe degli Atti († 1273). ambedue monaci silvestrin; inoltre i martiri francescani s. Nicolò (†1221) e il beato Pietro (†1231)
Se qualcuno attribuisce al secolo III l'istituzione della cattedra episcopale di Camerino, i primi presuli sono segnalati verso la fine del secolo V; alla stessa epoca risultano i primi vescovi di Matelica dei quali si abbia notizia. A s.Venanzio fu dedicata la prima chiesa battesimale di Fabriano, edificata per volontà del Capitolo di Camerino nella prima metà del secolo XI; fu ampliata intorno al 1260, e ripetutamente rinnovata nel 1365 e nel 1607-1617, e restaurata nel 1920, poi dopo il terremoto del 1997. Divenne cattedrale per concessione di Benedetto XIII nel 1728.
Da Camerino proviene il culto del martire s.Venanzio, il cui testo agiografico riprende la Passione di s.Agapito di Palestrina, con influssi di Passioni di martiri dalmati. Venanzio era probabilmente vescovo di Salona in Dalmazia, trasformato poi in martire e vescovo camerte. Una situazione simile si verifica in Umbria, dove lo stesso giorno (18 maggio) è venerato a Spello il dalmata s.Felice. Venanzio è oggetto di culto in Abruzzo, in Romagna, nelle Marche e altrove; altri santi dalmati sono s.Settimio di Jesi e s.Paolino di Senigallia. Questi influssi dipendono anche dalla configurazione territoriale della regione; anticamente Ancona era città mezzo romana e mezzo greca. I primi cristiani pervennero nel Piceno dal porto di Ancona e attraverso le vie consolari ( soprattutto la Via Flaminia). Questa parte delle Marche non conobbe persecuzioni; perciò a Fabriano, come pure nel camerinese, non furono scavate catacombe e non sono stati ritrovati finora cimiteri paleocristiani. Invece a Osimo e a Civitanova esiste una precisa tradizione martiriale.
I primi Consoli di Fabriano sono riferiti in un atto del 995. Tuttavìa la città divenne libero Comune nel secolo XII; una solida cinta di mura castellane fu costruita soltanto nel scolo XIII, mentre si sviluppavano le varie Arti nelle singole università: le fabbrerie, le cartiere, l'industria della pelle e della lana. Fu il periodo di maggiore prosperità civica; con propri Statuti la città estese il suo dominio su vari castelli: Albacina (1211), Attiggio (1165), Cacciano (1214), Cerreto (1211), Collamato (1188), Collegiglioni (1170), ecc. Da allora si costruiscono i principali edifici sacri dedicati a s. Agostino (12169, s. Benedetto (1244), s.Biagio (sec..XIII), dove riposa il corpo di s. Romualdo), s. Caterina (1382). Parecchie piccole strutture assistenziali e ospedaliere sono attestate ovunque; per esempio, presso la chiesa di s.Maria Maddalena, nelle vicinanze della moderna chiesa di S.Giuseppe Lavoratore.
Le confraternite, spesso impegnate anche in attività assistenziali e ospedaliere, sono sistemate, per esempio, presso la Misericordia (sec.XV), il Gonfalone per i Laudesi (sec.XVII), S.Maria Maddalena per i cartai (sec.XIV), S.Filippo per i Disciplinati (sec.XIV), S.Onofrio (Scala Santa) per i Sacconi, istituita da santa Giacinta Mariscotti († 1650).
La seconda collegiata, dopo S.Venanzio, era S.Nicolò (dal 1450); inizialmente era monastero benedettino. Il Palazzo del Podestà fu costruito dal 1255 in mezzo a quattro rioni cittadini: Castelvecchio a nord, S.Giovanni a sud, S.Biagio a est, Poggio a ovest. La fontana rotonda, denominata Sturinalto, fu eretta dal 1285 e rimaneggiata nel 1351. Nell'abitato di Civita sorge l'antica chiesta, edificata forse su fondamenta paleocristiane, di S.Maria, già affidata al sacerdote Ranieri, confessore di s.Francesco di Assisi († 1226).
A Matelica la prima pieve battesimale dedicata ai santi Bartolomeo e Adriano, risalente forse al secolo VI, fu ricostruita per la prima volta dopo la distruzione della città compiuta dall'arcivescovo scismatico Cristiano di Magonza, capitano dell'imperatore Federico Barbarossa, tra il 1174 e il 1176; la restaurazione fu ultimata nel 1325. La chiesa divenne collegiata nel 1452; era la prima parrocchia della città. Al secolo XV risale la chiesa di S.Maria della Piazza nella sua struttura attuale, che sostituisce un edificio del secolo XIII; divenne "chiesa matrice" ed è ora cattedrale. La chiesa di S.Agostino, insieme al convento, risale al 1269 circa; S.Maria Nuova, ora inclusa nella Casa di riposo "Enrico Mattei", era sede di un monastero benedettino silvestrino dal 1288 al 1842; i monaci risiedono adesso presso la chiesa di S.Teresa, già appartenente al convento carmelitano costruito verso la fine del secolo XVII (dal 1693 in poi).
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Anno Pastorale 2011 - 2012
"Educare alla vita come vocazione"
Agenda diocesana
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31 Maggio 2012
Pensiero Eucaristico Quotidiano
"Solennità dell'Ascensione. San Bernardino da Siena, sacerdote"
Ascende il Signore tra canti di gioia.
Gesù è il Figlio di Dio che, asceso al cielo, siede alla destra del Padre e partecipa della sua signoria sulla storia. I discepoli sono posti sotto la sua benedizione; la missione che è stata loro affidata è il modo nuovo con cui il Signore si rende presente, perché egli opera con loro.
(p. Guglielmo Rota)
Da "Pensieri Eucaristici 2012"
Editrice Centro Eucaristico
Padri Sacramentini


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