Ordo Virginum
È presente anche nella nostra diocesi questa forma di vita consacrata femminile, la più antica, nata nella Chiesa già al tempo delle prime comunità cristiane. Nei primi secoli di vita della Chiesa, quando ancora non si erano sviluppate tutte le forme di vita consacrata che oggi conosciamo (suore, monache, istituti secolari, ...), se una donna desiderava donare la propria vita al Signore e metterla al servizio dei fratelli, andava dal proprio vescovo e chiedeva di essere consacrata. "Ordo Virginum" non indica infatti un ordine religioso; "ordo" va inteso nel senso latino di "gruppo"; "virginum", "delle vergini", sono le ragazze nubili: è il gruppo delle donne che sono chiamate a non sposarsi per donare la propria vita al Signore con amore indiviso e vivere il Vangelo a servizio della propria diocesi, in condizioni di vita ordinaria.
Molto presto si sviluppò un rito di consacrazione, pubblico, presieduto dal vescovo e celebrato in cattedrale. A partire dal medioevo però, l'ammissione al rito iniziò ad essere riservata solo alle monache che vivevano in clausura e di fatto l'Ordo Virginum andò scomparendo. Fino al Concilio Vaticano II, che decise di ammettere di nuovo alla consacrazione anche le donne che desideravano vivere nel mondo.
L'Ordo Virginum è una vocazione che potremmo dire "povera", nel senso che non possiede molte strutture che la possano definire: non ci sono regolamenti, né costituzioni, non c'è un abito, né vita comunitaria, non vengono formulati i voti. La qualità della vita cristiana e della testimonianza sono affidate alla cura del vescovo e della comunità diocesana e soprattutto alla responsabilità della singola consacrata. Ognuna di noi vive del proprio lavoro, condivide la vita ordinaria di tutti e mette a disposizione della Chiesa locale il proprio tempo e le proprie capacità.
È proprio il rito di consacrazione che sottolinea le caratteristiche fondamentali dell'Ordo Virginum. La prima appunto è il suo carattere diocesano: è all'interno della Chiesa locale che questa forma di vita nasce e si sviluppa. Proprio per questo la consacrazione va celebrata in cattedrale e il referente è il nostro Vescovo. Il mio desiderio è quello di provare a mettere tutta la mia vita interamente al servizio vostro e di questa Chiesa di Fabriano - Matelica, nella consapevolezza dei miei difetti e limiti, con decisione e in semplicità.
Un secondo aspetto è l'assenza di una spiritualità specifica: l'Ordo Virginum non segue il Vangelo alla maniera, ad esempio, di S. Francesco, o di S. Benedetto, non ha cioè un santo fondatore di cui seguire le orme, né devozioni particolari, non sottolinea qualche aspetto specifico della fede in Cristo, non ha nemmeno delle opere, né le viene affidata una missione speciale. C'è il Vangelo da vivere e il magistero della Chiesa da seguire. Ci sono la spiritualità e le tradizioni della nostra diocesi, le sue necessità concrete da servire, la sua missione da abbracciare e portare avanti insieme. L'Ordo Virginum ha il volto della propria Chiesa locale.
I Infine è importante il significato simbolico e profetico di questa vocazione: la sponsalità. Se il matrimonio è chiamato ad essere l'icona dell'amore tra Cristo e la Chiesa, la vergine consacrata è posta come segno visibile della Chiesa sposa, che attende e cerca il Cristo sposo, non antepone niente a lui, tutto fa e vive per lui, serve e ama tutti in lui e in lui trova tutta la pienezza e il senso fecondo della propria vita.
Consacrata
Elisa Chiorrini
Email: elisa.chiorrini@gmail.com
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Anno Pastorale 2011 - 2012
"Educare alla vita come vocazione"
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Pensiero Eucaristico Quotidiano
"delle Ceneri Cattedra di S.Pietro"
Perdonaci, Signore: abbiamo peccato.
Quando poi giunse al colmo la nostra ingiustizia ed era arrivato il tempo stabilito da Dio per rivelare il suo amore, Egli non ci prese in odio, anzi: ci sopportò con pazienza. E ci diede come dono, spontaneamente, il suo unico Figlio, prezzo del nostro riscatto.
(dalla "Lettera a Diogneto")
Da "Pensieri Eucaristici 2012"
Editrice Centro Eucaristico
Padri Sacramentini







